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POLITICA
8 aprile 2008
E le pubblicazioni?
OK, ho fatto il mio compitino. Prima di fare affermazioni nette mi son chiesto: "Ma a che titolo la Binetti parla di Omosessualità?".
Ora ho la risposta: nessuno!

Vi invito a leggere i link elencati prima, vi renderete conto che La succitata non ha fatto altro che studiare in scuole/università/istituzioni di stampo cattolico, nello specifico molte dell'OpusDei.

Sebbene io abbia sfogliato circa 50 pagine di Goolgle - scusatemi ma non ce l'ho fatta ad arrivare al fondo, c'ho pure da lavorare - non ho trovato una sola pubblicazione specifica su omosessualità e/o identità di genere, ne in lingua italiana, ne tantomeno in inglese.
Mi chiedo quindi i dati che la signora cita quando va in televisione ad offenderci da dove li tragga e - soprattutto - perché se li tiene cosi segreti.

Capisco che molti boccaloni - magari poco avvezzi alla scienza - credano che solo perché si ha una laurea in medicina si possa dissertare su tumori ed infezioni urinarie allo stesso modo, ma credetemi non è cosi.

 

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POLITICA
4 aprile 2008
Tincani sulla Binetti
Semmai lo aveste sentito nominare, ricordate chi è Persio Tincani?
Se non lo ricordate ve lo dico io: è quello del finocchio devoto (al punto 4) e della successiva polemica nata un po sul blog di Scalfarotto e un po su OMB.
Questo piccolo riassunto solo per darvi una idea della persona.

Lo stesso Tincani oggi scrive della Binetti:
Ora, se aderisco a un partito politico che afferma il valore della rilevanza pubblica della religione, sarei incoerente se poi volessi votare provvedimenti a favore degli omosessuali. E, infatti, la Paola è coerente e dichiara, per amor di precisione, che mai lo farà. La carta dei valori, lei, l'ha letta. Per di più, il suo partito l'ha messa nella “Commissione valori” e lei, da quella sedia, di tanto in tanto se la rilegge. In ogni partito di massa, certo, esistono divergenze di vedute. C'erano nella DC, c'erano nel PCI. Ma qui la questione non è la fisiologica divergenza di vedute. La questione è che quel partito, ripeto, ha una Carta dei valori: se l'accetti, entri, se non l'accetti non entri e amici come prima.
Quindi, la Paola ha ragione e chi la critica dall'interno del PD ha torto. Se mi iscrivo al Club della lirica e, alla prima riunione, dico “Detesto questa musica! D'ora in poi, tutti a sentire jazz”, come minimo si direbbe che ho sbagliato club. Appunto.
come dargli torto.

Sembra che a non essersi accorti della coerenza della Binetti sono solo quei candidati/attivisti GLBT che incoerentemente continuano a militare nel PD...

 

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POLITICA
13 dicembre 2007
Il perché di una norma antidiscriminatoria
Perché è fondamentale una norma antidiscriminatoria e contro l'incitamento alla violenza contro persone GLBT? Ecco un esempio:
Blogger bianchi e supermacho elencano i gay eletti.

Su diversi blog di bianchi supermacho è venuto a galla un documento contenente l'elenco di politici gay e lesbiche nelle contee di Madison e Dane in Wisconsin. In uno di questi post, il blogger accompagna l'elenco con il seguente messaggio:
Non incoraggerei mai i miei lettori ad intraprendere azioni violente dirette contro ogni frocio ("faggots"), sarebbe illegale. Tuttavia, se in futuro la legge per qualche motivo dovesse cambiare, conservando queste informazioni qui e su diversi altri computer in tutto il paese, questi froci potrebbero maledire il giorno in cui son venuti allo scoperto (“came out of the closet”). Se quel giorno arriverà [quando diverrà legale linciare i froci], sarò piu che felice di fornire queste informazioni a tutti coloro i quali potrebbero legalmente impiccare i degenerati.
L'elenco è stato preso da Actwin, una associazione per i diritti dei gay dell'Ohio, e contiene i nomi di gay eletti ufficialmente in tutto il paese.
E ora andate a raccontare questo a Veltroni, Binetti, D'Alema & Co.

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POLITICA
6 dicembre 2007
Boicotta De Giorgi
Copio e incollo. Di solito non lo faccio ma questa volta ne vale la pena perche le ire di Andrea sono più che giustificate.
Già in tempi non sospetti giudicavo la situazione di De Giorgi - presidente di ArciGay Pisa, poi di ArciGay Toscana, e contemporaneamente proprietario di Gay.It - un classico esempio di conflitto d interessi. Ma tanto ArciGay ne è piena di conflitti di interessi...
Non bastavano gli attacchi concentrici dall'esterno: Veltroni ricevuto da Bertone che tenta di affossare il registro delle unioni civili a Roma, la solita senatrice Binetti che pensa di stare ai tempi dello Stato della Chiesa di Pio IX. D'Alema sulla via di Damasco che confonde matrimonio civile e religioso, mistifica sulla costituzione e democristianamente assomiglia sempre più alla parodia di se stesso.
Adesso a sparare sui nostri diritti ci pensano anche dei visibili (e risibili) esponenti del movimento. Ecco quanto dichiara Alessio De Giorgi, gay toscano eletto all'assemblea nazionale del partito democratico e noto soprattutto per essere proprietario di gay.it
Dimostrando ancora una volta (il caso degli immigrati rumeni e non solo trattato sul portale gay in modo a dir poco razzista aveva già fatto balenare non pochi dubbi) la sua totale impreparazione culturale ad affrontare le tematiche dei diritti e l'appiattimento su posizioni sempre più integraliste e conservatrici.

"Di fronte alle dichiarazioni di Massimo D'Alema oggi sulla stampa leggo di reazioni scomposte nel movimento gay. Anche di persone che appartengono al mio stesso partito, come Sergio Lo Giudice, ex presidente nazionale di Arcigay ed oggi componente con me dell'Assemblea Nazionale del PD. Lo Giudice invita D'Alema a guardare alle democrazie europee e non a Teheran, come se tra la soluzione spagnola del matrimonio gay e le condanne a morte per omosessualità del regime iraniano non ci fossero mille sfumature di grigio: quelle del PACS francese, ad esempio, o della soluzione tedesca, o di tanti altri paesi che per il momento non se la sono sentita di optare per la piena parità giuridica delle coppie omosessuali. Credo che la posizione del vicepremier sia invece assolutamente condivisibile: oggi l'Italia non è pronta per il "matrimonio gay" e spingere in quella direzione, anche dall'interno del Partito Democratico, allontana solamente le soluzioni più ragionevoli dei DICO o dei CUS, perché radicalizza le posizioni. Di tutto abbiamo bisogno, fuorchè che trionfi il massimalismo nel movimento gay e lesbico e che questo trovi pure cassa di risonanza nel Partito Democratico."

A De Giorgi voglio ricordare che le posizioni massimaliste del movimento GLBT sono soltanto chiare e inequivocabili richieste di diritti ed uguaglianza, espresse con nettezza e compattezza solo da un anno a seguito dell'evidente fallimento del programma del centro-sinistra e persino della sua annacquatissima proposta di legge sui DICO.

Decenni di moderazione e di subalternità di Arcigay e di Gayleft non hanno portato a nulla, come dimostrano le affermazioni di D'Alema, che in un attimo calpestando gli omosessuali rinnega tutta la sua storia e la storia del nostro paese dimostrando di non conoscere nemmeno la costituzione, di non saper distinguere tra matrimonio religioso e civile e non capendo che la logica conseguenza di quello che dice è la cancellazione del nuovo diritto di famiglia, incluso divorzio, per non parlare dell'aborto che sicuramente offende ancora di più il sentimento religioso di alcuni cattolici) e di tutte quelle conquiste civili e di libertà che sono l'ultimo lascito del '68.

Se il prodotto di questa innegabile vicinanza e del lavoro di tanti omosessuali all'interno dei DS sono stati i catto-integralisti da avanspettacolo Veltroni e D'Alema evidentemente la moderazione non ha pagato e credo che molti autorevoli fautori di questa scelta dovrebbero quanto meno ammettere i propri errori (e dimettersi dalle varie cariche ricoperte) quando non riconoscere di avere venduto la causa del movimento alle ragioni politiche di un partito e di una carriera.

Mi riferisco anche al deputato Franco Grillini, oggi emigrato nel Partito Socialista ma eletto nelle fila DS, a Sergio Lo Giudice, presidente in pectore della commissione glbt presso il Ministero delle Pari Opportunità, alla ineffabile Paola Concia, che ancora ieri difendeva la posizione di Veltroni attaccando il movimento glbt romano sul registro delle unioni civili dalle pagine di La Repubblica (non solo non da una mano ma fa apparire il movimento diviso? grazie Concia!), ad Andrea Benedino che si straccia oggi le vesti per le parole del ministro degli esteri rivelando d'un colpo tutta la sua ininfluenza sulle posizioni del suo partito e dei suoi leader più riconoscibili... Quanto al caro De Giorgi francamente farebbe meglio a ritornare a fare l'imprenditore a tempo pieno lasciando perdere le questioni di diritti per cui non ha alcuna preparazione. Di unBerlusconi in salsa gaya non sentivamo certo il bisogno!

Ma visto che ha voluto mischiare le cose forse si dovrebbe assumere le responsabilità di quel che dice, scrive e fa. Quindi voglio lanciare una CAMPAGNA DI BOICOTTAGGIO DI GAY.IT e dei suoi inserzionisti: Non visitare più il sito gay.it, i suoi accessori tipo me2, non rinnovare abbonamenti, non cliccare sui banner pubblicitari e non acquistare i prodotti segnalati. Forse se al ricco de Giorgi non interessano diritti e dignità potrebbe interessare l'allegerimento delle sue tasche!

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POLITICA
24 novembre 2007
PD: da non dimenticare
Non è per fare pubblicità a Grillini di cui non me ne può fregare di meno, ma ho trovato per caso questo video.

Certe cose necessitano di esser ripetute, anche fino alla nausea. E' importante non dimenticare.

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permalink | inviato da FireMan il 24/11/2007 alle 19:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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Se comprendiamo che due uomini o due donne si possono amare; se accettiamo che possono avere tra loro un rapporto giuridico, se riteniamo inoltre che tale rapporto può comportare l’adozione, perché non dovremmo chiamare un simile rapporto matrimonio?

Josè Luis Rodriguez Zapatero

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