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DIARI
31 luglio 2008
31: di vacanze, lavoro e serate romane

E siamo arrivati alla fine di questo mese, un altro.
E per fortuna direi, visto che questa fine conporta anche l'avvicinarsi ancor di più delle ferie. Si, perché quest'anno andiamo in vacanza ad Ibiza - yeha!!! - per una settimana e la seconda vedremo.
Di preciso andremo qui. Lo so è un posto di tedeschi ma viste le condizioni fisiche e psichiche in cui arriviamo non potrà che farci bene staccare completamente la spina.
Ah! mi sfuggiva un particolare non indifferente, andremo in compagnia della premiata ditta Oscar & Tonino.
Che pure loro arrivano a questa estate con qualche affanno...
Insomma ci dovremo impegnare affinché sia una vacanza e non un rehab.

Al rientro avremo un altra settimana di relax per la quale non abbiamo programmato nulla, improvviseremo tra la campagna e la citta, il mare di giorno e Roma di notte.

Insomma proveremo a riprenderci anche perché poi...
Poi concluderò la mia attuale esperienza lavorativa dove sono ora e dal 1 settembre comincerò una nuova avventura. Questa volta però con la tranquillità che ti da un rapporto di lavoro stabile e non il solito Co.Co.Pro...
L'altro giorno quando ho comunicato che andavo via ho anche parlato con Cuor di leone, ovvero la mia responsabile qui, suggerendole - visto che si dice molto dispiaciuta che io vada via - di proporre al suo management una mia assunzione. La risposta è stata deludente, mi ha detto:

[...] qui è un problema di cordate. In parole povere, non assumono se non hai una forte raccomandazione e della cordata giusta...
ed io raccomandazioni non ne ho, non ne ho mai avute e tutto quanto ho fatto fino ad oggi - nel bene e nel male - l'ho fatto con le mie sole forze.
Ah, le grandi aziende...

Infine, per prepararci al weekend, stasera approfittiamo di una delle poche cose interessanti del GayVillage di questa estate e stasera al 99% saremo a vedere Cinzia Leone, 4 risate non fanno mai male.
Qualcuno si aggiunge?



 

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permalink | inviato da FireMan il 31/7/2008 alle 10:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
CULTURA
6 agosto 2007
Il sabato al Villaggio (frocio)
Sabato, per la prima volta dall'apertura, siamo stati al Gay Village.
Avevamo appuntamento con Mascotte, che era li sin dalle 21:30, e lo abbiam raggiunto alle 23:00 circa.
La serata era di gala: in scena l'On. Guadagno, in arte Vladimir Luxuria, che sinceramente fuori dal palco di Muccassassina mostra capacità canore al limite del risibile.
La serata è proseguita poi come previsto: giro d'esplorazione per vedere come era sistemato il posto questa stagione (le voci circa i costi ci avevano incuriosito non poco - c'è pure la via della shopping), una prima birra e poi in pista.

La delusione ha rispettato le aspettative. Il Gay Village a mio parere non ha più senso di esistere. Ancora ricordo l'eco dirompente quando nel 2002 alcuni imprenditori delle notti froce romane, capitanati da Imma Battaglia fresca di creazione del DGP, avviarono Beo Srl e in quel di Testaccio l'evento GayVillage. In quell'anno le polemiche - as usual - furono tante: da alcune istituzioni, dal centro-dx cittano e dai cattolici. Ma non solo.

Anche Mario Mieli e Fabrizio Marrazzo - non ancora presidente di ArciGay Roma ma già in cerca del modo giusto per finire sui giornali - bollarono l'evento come un ghetto, un recinto dorato pre froci per poi, comunque, ritrovarceli tutti a divertirsi le notti estive.

Il Gay Village in quella stagione ebbe l'ardire di sfidare il "benpensare" e fu politicamente e socialmente dirompente: il solo esporre il nome era un gesto di impatto politico sociale enorme. In più, la programmazione extra discoteca era curata e rispettava gli impegni: cultura frocia per tutti.

Cosa è successo poi?

Nulla di che, se non che il Gay Village - come un pò tutto ciò che è frocio - si è normalizzato. Perdendo quell'allure trasgressiva del primo anno, è diventato fenomeno di costume al punto che per primi gli eterosessuali se lo aspettano ogni estate. In più - sempre secondo me - si è cominciato a tener un pò troppo d'occhio la realtà economica che esso significa, il che - essendo una iniziativa di imprenditori privati - non è del tutto errato ma nei fatti ha modificato l'evento da "diffusore di cultura e divertimento" in semplice discoteca estiva.

Inoltre, con l'allontanamento da Testaccio, il passaggio rapido ed indolore per Caracalla, e l'approdo con riduzione dei giorni di apertura in quel dell'EUR ha anche allontanato l'evento dai luoghi soliti dell'Estate Romana non favorendo cosi l'approccio della cittadinanza al GayVillage. Tutti quelli che passavano ed erano incuriositi - in senso positivo - ed entravano senza casomai avere una idea precisa di dove stessero andando e cosa vi avrebbero trovato, quelli che si acvvicinavano per conoscere e confrontarsi, e magari poi uscivano anche soddisfatti da tale conoscenza acquisita, ora non ci sono più. Adesso si va al Village perché lo si è programmato in anticippo, si sa dove si va e fa nulla che una volta usciti si continua a pensare ai gay come a sti'froci tanto le disco son divertenti e la musica era OK.
PS: Attenzione:
- se non siete in perfetta forma fisica,
- se non nuotate regolarmente con Rosolino,
- se non avete fiato "alla Linus"
allora non fate il mio errore, non andate in discoteca con 2 ventiseienni. Magari andateci per conto vostro ed incontrateli casualmente, ma lasciatevi una via d'uscita: la sopravvivenza prima di tutto.

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permalink | inviato da FireMan il 6/8/2007 alle 11:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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Se comprendiamo che due uomini o due donne si possono amare; se accettiamo che possono avere tra loro un rapporto giuridico, se riteniamo inoltre che tale rapporto può comportare l’adozione, perché non dovremmo chiamare un simile rapporto matrimonio?

Josè Luis Rodriguez Zapatero

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