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CULTURA
22 gennaio 2009
Bolognini - Una famiglia normale. Come abbiamo disinnescato la bomba gay

Ho finito ieri di leggerlo. Sono perplesso.
Chiederò a mia suocera di leggerlo, poi magari vediamo che mi dice e magari la intervisto sul valore oltre che sui contenuti di questo libro.
Vorrei comunque che lo leggesse anche mio padre, che non è un lettore per nulla, non so se ci riuscirò. Magari potesse leggerlo anche mamma - nemmeno lei è mai stata una lettrice - però so che allo stato attuale leggere è un problema per cui non glielo chiedo nemmeno.
Però se papà lo legge poi 4 chiacchiere tutti insieme ce le possiamo fare lo stesso. Forse.

Il buono di questo libro è che dimostra come - con un po di caparbietà - certi discorsi si possono affrontare. Nel senso che anche quando si fa coming out in famiglia, poi non si può esser certi di sapere cosa pensano dopo le persone con cui si è venuti allo scoperto, a meno che non si abbiano suocere come la mia che ti dicono chiaramente quello che pensano ( grazie!! ).
Eppure è importante saperlo.

Pertanto, il libro non è un capolavoro ne un testo da avere assolutamente tra i propri ma vale comunque la pensa leggerlo e rifletterci su, immedesimarsi con l'autore, chiedersi se si son fatte mai le stesse domande ai propri cari...

Ulteriori pensieri sono rimandati, o forse demandati a mia suocera.



 

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DIARI
17 ottobre 2008
Oggi il cielo è grigio, scuro

Il cielo ci si è messo di impegno, ha deciso di non aiutarmi. Sono uscito a prendere un caffè e l'ho trovato grigio, scuro. Sono uscito dal bar e pioveva.
Oggi sono combattuto. Da una parte mi fa piacere andare a Napoli, come sempre ogni volta che ci vado perché son davvero poche le volte - manco da febbraio, dal compleanno di mio padre - e tutto sommato Napoli è sempre la mia città.
Dall'altro però mi irrita partire perché parto da solo, perché non avrò modo di riposare, perché i miei tempi saranno stravolti in questo weekend con mia madre e mia sorella.

Ma non potevo dire di no.
Domenica c'è una ricorrenza familiare, con pranzo annesso. Due miei zii - da parte di padre - compiono 50 anni di matrimonio ed hanno deciso di festeggiare alla grande. Mi hanno spedito - addirittura - l'invito a casa. Che formalità, che chic, tsé.
Qello di mio padre è il ramo di famiglia che non ho mai più avuto modo di incontrare ne frequentare da quando mi son trasferito. E pensare che con alcune mie cugine siamo stati davvero molto legati. Ma loro da circa 10 anni non hanno più mie notizie se non tramite mia madre - notizie di seconda mano insomma - non hanno alcuna idea di come sia la mia vita qui a Roma, di come sia evoluta, di come io mi sia fatto una famiglia (che, sinceramente, non so nemmeno se loro riterranno tale). E cosi tutta la parentela di quel ramo. Con il ramo materno della famiglia è tutta un altra storia. Ecco perché vado da solo. Presentarsi in due senza nessun preavviso non era propriamente corretto.

Un altra prova da superare. Pensavo fossero finite. Immaginavo non ci sarebbero state più occasioni simili, dove io da solo avrei rivelato chi fossi in realtà. Perché questa è la mia intenzione se ne avrò occasione. Perché non si ripeta più che io vada da solo a Napoli di nuovo.
Perché chi mi ama, ama venire con me a Napoli ed io amo andare con lui a Napoli.

Boston Globe - The Big Picture, nella raccolta "Days of Autumn". Non ha nulla a che vedere con quanto scritto ma mi piace :)



 

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DIARI
23 agosto 2008
Rapporti familiari

Mercoledi sera - 20/8/2008 - siamo stati a cena con i miei genitori.

Io ho una famiglia decisamente numerosa sia da parte di padre che di madre. Per fortuna sono tutti a Napoli, tranne una sorella di mia madre che vive anche lei a Roma da sempre con 2 dei miei 3 cugini. I miei erano suoi ospiti insieme ad un altra zia. Insomma, un bel pezzo di famiglia era a Roma e tutti a cena con noi.
Durante la cena vedevo mia madre parlare con le sorelle di cose inerenti la mia vita con Cucca: il giardino della suocera un probabile pranzo a settembre in giardino... a me scappava da ridere, una risata isterica che ho poi realizzato dipendere dal fatto che non mi tornava la naturalezza con cui mia madre si comportava, mi mancava un pezzo.
Quando ho realizzato la mia omosessualità, ancora confuso e disorientato - a 34 anni circa - ho lasciato Napoli e la mia famiglia per venire a Roma. Qui ho affrontato me stesso schiarendomi le idee e dando una direzione a quella che sarebbe poi stata la mia vita. Ho messo su famiglia - senza virgolettato - ed ho affrontato l'argomento con i miei. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. Il rapporto con mia madre - dapprima fattosi decisamente difficile - si è andato appianando al punto che ora possiamo pure dire che è tranquillo e sereno, daltronde viviamo alla luce del giorno tutti i giorni e non poteva essere altrimenti. Dei parenti non mi sono mai preoccupato anche perché le frequentazioni erano davero ridotte al minimo e - a mio parere - della mia situazione affettiva informo chi mi pare e chi mi chiede esplicitamente.
Il giorno dopo la cena ho chiesto lumi e mia madre mi ha confermato quanto sospettavamo: il mio rapporto con Cucca è un dato acclamato. Mi ha anche detto che Cucca è ben visto - e di nuovo rido immaginando i commenti delle mie zie - e che la mia felicità è al primo posto.
Ecco è cosi che dovrebbero esprimersi i genitori. E chiunque altro.

Ma non va sempre cosi e la cronaca ce lo dimostra ogni volta che ne ha l'occasione.

Personalmente, in caso di disgrazia non mi piacerebbe che Cucca fosse identificato come "migliore amico" o "compagno di viaggio" e gradirei una informazione chiara e precisa alla stregua di quanto avverrebbe per una coppia eterosessuale. Ne va del rispetto delle persone e delle relazioni che le legano, al di la di ogni principio di privacy che in questi casi suonano più come censure che altro. Cosi sebbene io non apprezzi quanto detto e scritto da Arcigay men che meno apprezzo nemmeno quanto scritto da Merlo su Repubblica. I motivi sono tanti e tutti già espressi da diverse persone, tra i tanti quelli splendidamente descritti da Aelred.



 

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permalink | inviato da FireMan il 23/8/2008 alle 19:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
vita familiare
7 novembre 2007
Busy Family

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permalink | inviato da FireMan il 7/11/2007 alle 9:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
vita familiare
23 luglio 2007
Prove di vacanza
Complice il fatto che Cucca ancora non è il caso che si esponga al sole, ieri abbiamo di fatto effettuato una "prova di vacanza".
Quest'anno non ci saranno viaggi nè vicini ne lontani, anche per il fatto che dopo 5 mesi di inattività forse è il caso che io recuperi un pò di liquidità...pertanto, quell'unica settimana a cui non ho voluto rinunciare, la trascorreremo in campagna dai genitori di Cucca.
Pertanto, ieri dopo un rapido salto a CastelRomano siamo andati a casa ed abbiamo inaugurato la piscina.Questa estate i Cognati hanno avuto la splendida idea di comprare una piscina, di quelle esterne, e l'hanno posizionata di fianco agli ulivi, sul lato di giardino dietro la casa.

Già, perche Cucca's Family non vive in città. Da oramai circa 18 anni hanno abbandonato la "vita cittadina" per rifugiarsi nella quiete della campagna laziale, dove circondati da circa 5K mq di "giardino" - altri diversi mq sono difronte, fuori dalla recinzione e quindi impossibili da inglobare per ora - si godono la tranquillità.
Per me che sono cittadino doc, la prima volta che andai a casa di Cucca mi sembrò di entrare in paradiso. Il verde, gli alberi, le piante ed i fiori... ed il laghetto con i pesci rossi, il boschetto di bambù, il piccolo roseto ed il frutteto con annesso l'orto...
Son quelle realtà che vedi nei film. E poi la casa: tre livelli (terra + 2 piani rialzati) dove vivono i genitori di Cucca - al piano terra - e la sorella al secondo. Al centro tra le due ci sarebbe casa nostra: 130 mq attualmente inutilizzati, se non per brevi periodi estivi - ma nemmeno tutti gli anni - o in circostanze particolari per cui ci è comodo dormire li.
Per concludere, in serata: cena in giardino con famiglia al completo - c'era anche nipotona e fidanzato - più CuginoR - "parente nostro" ;) - con amico al seguito (?)...

Rientrare a Roma, a casa è stata realmente dura. Ma tant'è, vivere a 40 km da Roma ed affrontare la Pontina quotidianamente per il lavoro, e magari anche per un minimo di vita sociale, nun se pò!


 
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Se comprendiamo che due uomini o due donne si possono amare; se accettiamo che possono avere tra loro un rapporto giuridico, se riteniamo inoltre che tale rapporto può comportare l’adozione, perché non dovremmo chiamare un simile rapporto matrimonio?

Josè Luis Rodriguez Zapatero

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