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POLITICA
11 aprile 2008
Battaglia e Grillini...
DGP sostiene il PD di Veltroni alle nazionali, Rutelli Sindaco di Roma e Zingaretti alla Provincia

Rutelli non è mai stato contro la comunità omosessuale, tanto che nel Marzo del 1998, alla conferenza stampa di lancio del World Gay Pride del 2000, ci ha inviato una lettera di benvenuto e auguri per il successo della manifestazione. Inoltre nel Novembre del 1999 il Consiglio Comunale di Roma approvò un finanziamento di 200 milioni di vecchie lire in favore del World Pride e un giornalista vicino al Vaticano lo usò come pretesto per iniziare la crociata contro il Pride del 2000. Il successivo ritiro del patrocinio si inserì in un contesto ormai deteriorato e ideologizzato, dove sicuramente le scelte di Rutelli furono per noi sbagliate ma non è vero che Rutelli, nei suoi passati otto anni da Sindaco, è stato un sindaco omofobo o che andava contro la comunità glbt.

[...]

Non accettiamo infine il ricatto "morale" posto da Grillini con la sua candidatura "omosessuale" per il Partito Socialista. Se questa candidatura si fosse costruita insieme con obiettivi chiari e avesse compreso altre sigle avremmo sicuramente appoggiato il progetto, invece riteniamo che i veri motivi di questa candidatura, piovuta dall’alto a poche settimane dal voto, siano altri e che hanno più a che fare con le vendetta e le ritorsioni tra partiti che con i diritti (comunali) delle persone glbt.
Leggendo la risposta/precisazione del MarioMieli al Manifesto circa i fatti inerenti il WorldPride 2000, viene da chiedersi se Imma Battaglia - allora Presidente del circolo - non abbia lasciato la memoria dentro quando sbattè la porta ed uscì fragorosamente dal circolo l'ultima volta.
Ma tan'è, io ero arrivato da poco a Roma, cominciavo ad affacciarmi allora sulla scena pseudo-politica/pseudo-associativa della capitale per cui non posso in nessun modo giudicare...
Certo però che se la Praitano (NdF: attuale presidente del Mieli) si incazza forse non ha tutti i torti.
Ma diciamo pure che sono fatti loro, ok?

Quello che poi mi lascia perplesso invece è la reiterazione - e si, l'ho già letto da un pio di parti - del discorso della candidatura "piovuta dall’alto" e della poca collegialità della decisione.
In altre parole la Battaglia dice: "Non mi avete chiamato prima di decidere, ed io ora non vi appoggio!". Che mi secca dirlo, ma è credibile.

 

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POLITICA
10 aprile 2008
Marketta pro Grillini, ma anche oltre
Oggi è il Maratona Pro Grillini day.
Lo apprendo da una mail arrivatami in posta.
Non ne capisco molto il senso sinceramente. Forse una azione più duratura, più strutturata, avrebbe funzionato di più. E non venite a dirmi "Tu cosa hai fatto?" perché è una domanda inutilmente retorica. Se avessi voluto impegnarmi lo avrei fatto e mi sarei mosso diversamente.

Qui di fianco pubblico il banner che gentilmente la Segreteria di Grillini mi ha offerto, ed essendo già nelle mie intenzioni votare lui per il comune non ho avuto problemi ad esporlo, e lo lascerò li almeno fino a domenica.
Tutte le associazioni GLBT di Roma - eccezion fatta per ArciGay Roma e DGP di Imma Battaglia - sostengono tale candidatura; anche molte associazioni non romane sostengono Grillini, capofila è ArciGay Nazionale.
Della questione ArciGay ho già detto.
Della Battaglia non ho scritto. Penso che la Battaglia sia una mente acuta, una delle migliori forse, ma non la ritengo più rappresentativa della comunità GLBT da quando è uscita dal Mieli, ha fondato la sua piccola associazione, si è invischiata con il GayVillage. D'altronde, da allora, chi ha più sentito il nome della Battaglia legato ad azioni puramente politiche?
Leggo però di tanto in tanto il suo blog, penso non sia spontaneo ma piuttosto finalizzato alla diffusione del suo pensiero e null'altro, ma da comunque spunti di riflessione.

Ok! Fatta la mia marchetta elettorale a favore di Grillini passiamo ad un discorso più generale.

Oltre il voto per il nuovo sindaco della Capitale ci sono da votare anche il nuovo Presidente di Provincia, il nuovo Presidente di Circoscrizione, oltre che il rinnovo della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.
Io ne ho le palle piene.
Allora io voglio fare un post diverso.
Non voglio esprimermi sul mio voto ma bensì sul mio non voto. Questo post non è a favore di ma piuttosto contro.

Soprattutto è contro chi chiede la mia fiducia.
Mi sono sinceramente rotto di dare la mia fiducia a priori, per una volta voglio darla a posteriori. Non voterò alcun membro del PD, a nessun livello. Mi dicono che il PD è l'unico partito che può darci una legge, io penso che se l'obbiettivo deve essere 1 legge allora stiamo volando troppo basso per i miei gusti e preferisco non averla. Sia chiaro che qui, oggi, non vale la regola dell'esclusione: partendo dal presupposto che non ho mai votato partiti di centro destra ne partiti esclusivamente di centro - e mai li voterò - non sto dichiarando il mio voto a SA ne PS ne alcun altro partito di sinistra. Io questo giro mi tiro fuori e sto a guardare.

Marco Paciotti scrive:
Penso che a Fabio lo sorprenderò di più il giorno dopo le elezioni quando, eletto o non, io ci sarò comunque.
ed è esattamente quello che voglio.
Voglio misurare quanto chi sarà nei posti giusti farà per noi senza aver prima fatto discorsi di scambio e/o supporto. Se si crede in qualcosa lo si persegue indipendentemente da tutto.

 

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POLITICA
1 aprile 2008
Grillini: domande e risposte
Grillini conosce o meno i problemi di Roma? Grillini è un candidato gay? Grillini che ne sa di traffico? Perché Grillini insiste sulla laicità? Votando Grillini non vincerà la destra? Grillini che cosa farà al ballottaggio? Queste sono le domande che più spesso vengono rivolte al candidato sindaco a Roma Franco Grillini. Ecco, fuori dai denti, le risposte del candidato sindaco di Roma del partito socialista.

Segreteria On. Franco Grillini
Ma Grillini, che è di Bologna, conosce i problemi di Roma?

Frequento per i miei impegni politici Roma dal lontano 1970, ci vivo da una decina d’anni dividendo il mio tempo fra Roma e Bologna, e dal 2001 ho casa fissa a Roma. Vivendo qui ho la piena coscienza dei problemi della città. Anche io prendo i mezzi, compro da mangiare, butto via la spazzatura o subisco gli ingorghi del traffico come qualsiasi altro romano.

È proprio perché conosco i problemi di Roma, avendoli vissuti in prima persona, che desidero risolverli.

Ma Grillini non era solo un candidato gay?

Sono stato per un decennio presidente di Arcigay, e non ho proprio nulla da rinnegare. Mi sono battuto in prima linea sulla battaglia per le unioni civili e intendo continuare a farlo anche in futuro. La mia battaglia sul rispetto della laicità dello Stato non è un capriccio, ma nasce dai miei bisogni personali e vissuti. E credo che sia proprio questo a rendermi più credibile di altri candidati quando parlo di laicità. Non credo proprio che Rutelli sia in grado di dare lezioni di laicità, come affermano i suoi sostenitori…

Ciò detto, penso che vedere ogni persona gay solo dal punto di vista della sua sessualità faccia parte del pregiudizio. Anche i gay devono infatti, esattamente come chiunque altro, confrontarsi con i conti della spesa, con i problemi del lavoro, dello studio, della carriera, della salute. E come tutti possono essere o non essere capaci di risolvere questi problemi. Per questo anche le persone omosessuali vanno giudicate, come tutte le altre, in base a quello che fanno e per quello che valgono, e non per quello che fanno a letto. È esattamente per stabilire questo principio che mi sono battuto nel movimento gay per tutti questi anni.

Io fin da quando ero studente, ho fatto politica per trent’anni, sono stato eletto per due legislature, ho fatto parte della Commissione Giustizia, ho presentato proposte di legge che spaziano dall’informatizzazione alle “stragi del sabato sera”… comprendendo ovviamente anche la proposta di legge sulle Unioni civili. Rieleggendomi, gli elettori hanno espresso una valutazione sulle mie capacità come politico.

Il fatto che un candidato sindaco sia gay sembra essere un problema solo in Italia. All’estero ci sono già altre capitali governate da politici gay, come Klaus Wovereit a Berlino e Bertrand Delanoë a Parigi. E se possono permetterselo Berlino e Parigi, non vedo perché Roma non possa.

Come pensi di risolvere il problema del traffico?

C’è un solo modo per farlo: diminuendo il numero di auto in circolazione. Non sono io a dirlo, è il presidente dell’Automobile Club d’Italia, che in una intervista su “Repubblica” in data 22 marzo chiedeva il “numero chiuso” delle immatricolazioni delle auto e più trasporto pubblico.

Questo perché ormai in Italia abbiamo superato il numero di auto che fisicamente riescono a trovare posto su una strada. L’alternativa sarebbe fare come in America, demolendo il centro storico antico, con le sue strade strette, per costruire stradone larghe cinquanta metri per farci stare tutte le auto che desiderano percorrerle. Se qualcuno vuole demolire Roma lo dica, io però non ci sto.

Bisogna insomma ripensare tutto il sistema dei trasporti. Più spazio ai trasporti pubblici, che devono essere frequenti e comodi, corsie preferenziali per tutti i mezzi pubblici in modo da farli andare veloci, incremento della rete della metropolitana, parcheggi di scambio in periferia, via via fino al car sharing e a tutte quelle iniziative anche piccole ma efficaci, che sono già state sperimentate all’estero con risultati soddisfacenti.

Non migliorerà solo la scorrevolezza del traffico, ma anche e soprattutto la qualità dell’aria che respiriamo. Che è un problema sempre più grave e che colpisce tutti, ma che fa danni soprattutto alle categorie più sensibili, come i bambini e le persone anziane.

Perché insisti tanto sulla laicità? E perché ce l’hai tanto con la fede?

Io non ce l’ho con la fede di nessuno, anzi al contrario sto chiedendo il rispetto di tutte le credenze religiose, di qualsiasi tipo, sostenendo che ognuno deve essere libero di praticarle come crede, senza essere obbligato ad obbedire a comportamenti imposti sulla base di credenze religiose diverse dalla propria.

Il papa in persona è d’accordo con questa impostazione, come ha ribadito più volte di fronte all’imposizione della legge islamica, la shari’a, anche ai cristiani in aree in cui l’Islam è maggioritario, come nella Nigeria del nord, in Sudan o in Pakistan. In questi casi il papa è stato chiarissimo: una religione, anche se è maggioritaria, anche se è condivisa dalla quasi totalità della popolazione come lo è in Pakistan, non ha il diritto ad imporre per legge le proprie credenze a coloro che non la professano. Ebbene, io sto semplicemente chiedendo che si applichi all’Italia quello che si vorrebbe applicato in Pakistan o in Sudan.

Cosa sto chiedendo? Solo che si applichi la Costituzione: “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”, articolo 7. Sto chiedendo un’eresia?

Purtroppo, in Italia la risposta è sì. Un candidato come Rutelli, che aspetta il placet del Vaticano prima di candidarsi, non è decisamente la persona più adatta per fare rispettare i principi di rispetto dell’indipendenza e della sovranità.

E un partito come il Pd che si guarda bene da sottoporre alle celebri “primarie” il candidato sindaco, preferendo svolgere le primarie nei corridoi vaticani, non è certo una garanzia di laicità.

Cosa faresti nel settore della sicurezza?

Innanzi tutto la smetterei di giocare allo sceriffo. L’emergenza sicurezza è stata inventata negli ultimi anni anche per nascondere altri problemi, quelli legati alla grande delinquenza, che hanno reso possibile una catastrofe quale quella dei rifiuti in Campania, causata dalla connivenza fra camorra e uomini politici, e di cui nessuno ha parlato fino a quando non è esploso tutto.

La delinquenza esiste oggi come sempre, ma ciò che la gente forse non sa è che i reati in Italia in questo momento sono in diminuzione, e non in aumento. Quello che aumenta è solo l’attenzione che la tv dedica loro, in modo da dedicare meno tempo a parlare dei problemi veri, come gli stipendi il cui valore diminuisce di anno in anno… Di quelli, stranamente, i telegiornali non parlano.

Dunque il problema sicurezza va affrontando intervenendo dove c’è il bisogno di farlo, e non dove fa comodo per distogliere l’attenzione dei cittadini. Occorre intervenire per stroncare il fenomeno del “pizzo”, di cui non si parla ma che a Roma purtroppo esiste eccome. Occorre intervenire sulla prostituzione non perché sia “immorale”, ma perché alle spalle c’è la riduzione in stato di vera e propria schiavitù di donne e perfino di bambine, letteralmente comprate e vendute dalle mafie che trafficano in esseri umani: le loro vittime vanno aiutate e liberate, e non perseguitate. Occorre intervenire sulla violenza dove essa si manifesta, ad esempio nelle famiglie, che sono il luogo in cui si verifica la maggior parte degli omicidi… ed anche questo non lo si dice mai.

Occorre infine smetterla di giocare al gioco delle tre carte coi nomadi, trasferiti da un Comune all’altro come una patata bollente, senza che nessuno si preoccupi mai di studiare il modo per integrarli e responsabilizzarli. Il razzismo serve solo ad esasperare il problema senza risolverlo. La mia proposta guarda semmai a soluzioni sperimentate con successo in Italia e all’estero: percorsi d’integrazione per i Rom presenti nel comune, con un meccanismo di co-responsabilizzazione dei residenti nei singoli campi. Occorre procedere a responsabilizzare i capi villaggio, e ad includere i Rom in percorsi decisionali con chiari diritti di cui godere ma anche con precisi doveri da rispettare.

Cosa intendi fare per la mancanza di case?

Per anni le case popolari sono state demonizzate. Si è smesso di costruirne, e gli enti pubblici hanno cercato di sbarazzarsi di quelle che avevano, arrivando addirittura a svenderle pur di far cassa con la “cartolarizzazione” del patrimonio pubblico, considerato non una risorsa sociale, ma un peso. Questa situazione è tipica dell’Italia, dato che in quasi tutti gli altri Paesi europei il patrimonio edilizio pubblico continua ad essere consistente e serve a calmierare, in parte, il mercato degli affitti. Per questo:
Roma deve tornare a costruire case popolari, e deve riqualificare quelle già esistenti. Dal 2004 in Regione Lazio sono bloccati i fondi già stanziati per la costruzione di 5000 alloggi di edilizia sovvenzionata. Il Comune di Roma deve attivarsi per risolvere questa situazione.

Occorre offrire incentivi ai proprietari ad affittare gli appartamenti, contribuendo a diminuire l’immenso parco degli appartamenti sfitti.

L’accesso alle case popolari deve essere garantito a chi ne ha bisogno, ivi incluse le famiglie cosiddette “non tradizionali” (come quello dello stesso sesso), basando le graduatorie unicamente sulle effettive condizioni di bisogno.

Ma un voto a Grillini non rischia di favorire la destra?

È un dato di fatto che il sindaco verrà deciso al ballottaggio. Questo argomento è quindi solo un’arma propagandistica. È invece un dato di fatto che le istanze davvero di sinistra, come è la laicità, da sempre, possono essere difese solo con un chiaro segnale mandato dall’elettorato sul fatto che il clericalismo non paga. Visto che sono l’unico candidato che ha fatto del rispetto della laicità un argomento discriminante, che per difendere i valori di sinistra un voto alla mia candidatura sia un investimento sensato.

Cosa intendi fare al ballottaggio, che ormai tutti i sondaggi danno per certo?

Il partito davvero “democratico” è quello socialista. Decideremo quindi il 15 tutti assieme, i miei sostenitori ed io, durante un incontro pubblico.

Franco Grillini candidato sindaco a Roma


 

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POLITICA
16 marzo 2008
Di Venerdi, ma soprattutto di Grillini
Come preannunciato, venerdi è stata una serata Muccosa.
Cominciata con una piccola deviazione per recuperare un amico - quando gli Elfi hanno bisogno di una mano mai tirarsi indietro - poi la serata è stata proprio come l'avevamo immaginata, compresi gli incontri.

Grillini.
La formalizzazione della candidatura di Grillini è cosa degli ultimi giorni ed ora è alla rincorsa di tutti i requisiti, lista compresa che però apprendo esser stata formalmente fatta venerdi sera, e con gradita sorpresa apprendo anche che tra i 48 c'è anche Andrea.
Grillini è stato introdotto da Rossana Praitano - presidente del CCO Mario Mieli ed ha fatto un discorso pragmatico e conciso evidenziando esclusivamente una cosa: il voto per lui sarebbe un voto frocio!
E veniamo al nucleo della faccenda.

Grillini non ha fatto un discorso da candidato sindaco, essendo egli stesso consapevole che non potrebbe farcela in nessun caso - ricordiamo che Grillini è sostenuto solo ed esclusivamente dal PS - soprattutto contro Rutelli sostenuto da PD e Sinistra Arcobaleno che sta facendo il possibile - ma anche qualcosa di più - per passare al primo turno. Il discorso di Grillini si può invece sintetizzare cosi: "Contiamoci, facciamo vedere quanti froci ci sono a votare a Roma. Facciamo andare Rutelli al ballottaggio e questi voti gli saranno necessari. Cosi potremo avanzare richieste".

Discorso chiaro e pragmatico, peccato arrivi tardi e non abbia le spalle coperte.

Arcigay Roma di Fabrizio Marrazzo appoggia spudoratamente Rutelli - e Grillini è Presidente onorario di ArciGay - e con lui anche Imma Battaglia.
Si, il movimento è diviso, perchè? Possiamo solo supporre: una nuova sede? Un GayVillage in più...
Resta solo - appunto - il Mario Mieli che sebbene prima associazione di Roma non può muovere le montagne.

Avevo già deciso di votare Grillini, se non altro per non rinuciare al voto e dare un piccolo segnale - senza la sua candidatura non avrei votato - e certo la serata di venerdi non è stata per me decisiva.
Il discorso di Grillini mi è servito solo ad avere una conferma di ciò che penso da tempo sul mondo GLBT: siamo messi male. Diamo credito a persone che da tempo oramai sono lontane dalla attività politica associazionistica, oppure altri che concepiscono il rapporto con la politica solo in termini clientelari. Non riusciamo a coagularci intorno ad una opportunità favorevole. Anche GayToday - senza pretese - ha nel suo slogan "Contiamoci per contare" ma è fermo a 400 circa (non sono esclusi eventuali etero).

Questo è quanto credo.

Posted by Fabio also on GayToday



 

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POLITICA
13 marzo 2008
Venerdi Muccoso
Grillini si candida e presenta domani a Mucca la sua candidatura.
Certo un modo un po anomalo e che - come qualcuno ha commentato - sembra anche un po disperato.
Ci sarà anche un endorsement anche esso un po anomalo, se non altro perché Cristiana Alicata è una esponente del PD firmataria tra l'altro di un documento in cui si prova a spiegare perché una lesbica o un gay dovrebbe votare il Pd alle prossime elezioni politiche. Una situazione insomma abbastanza confusa, ma forse anche questo è parte della filosofia del fare propagandata dalla stessa.

Personalmente mi son dato 2 semplici obbiettivi per queste elezioni:
  • non votare il PD,
  • non votare Rutelli.
Non voterò il PD perché ho letto il suo manifesto dei valori - l'ho scaricato dal sito - e penso che in quel documento non ci sia una parola che possa minimamente rappresentarmi ne farmici accomunare. Io col manifesto dei valori del PD scritto dalla Binetti non ho nulla a che fare. Ci convivano i vari Scalfarotto, Concia, e la stessa Alicata.

Non voterò Rutelli perché lo ritengo il primo responsabile della politica oscurantista perpetuata in questi ultimi anni dal centro sinistra - a partire dal 2000, quando un Rutelli già sindaco della Capitale ritirò il patrocinio comunale al WorldPride - e che ha portato la Binetti ed i TeoDem in parlamento con tutto quello che ne consegue.

Io a Mucca ci son stato lo scorso weekend e mi sono molto divertito. Ci andrò anche questo venerdi ed ascolterò Grillini, che non ha grandi speranze - parliamoci chiaro - ma forse può servire a contare - e mettere in evidenza - i voti di tutti quelli che sono fuori da certi schemi disegnati a tavolino.

Posted by Fabio also on GayToday



 

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permalink | inviato da FireMan il 13/3/2008 alle 10:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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Citazione dotta:

Se comprendiamo che due uomini o due donne si possono amare; se accettiamo che possono avere tra loro un rapporto giuridico, se riteniamo inoltre che tale rapporto può comportare l’adozione, perché non dovremmo chiamare un simile rapporto matrimonio?

Josè Luis Rodriguez Zapatero

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