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POLITICA
4 ottobre 2007
Com Stampa: Veltroni, di buone intenzioni è lastricato l'inferno
Un mese fa il Circolo Mario Mieli aveva chiesto ai candidati leader del Partito Democratico di esprimersi sulle tematiche omosessuali e transessuali.
Era pervenuta una sola desolante ed offensiva risposta ad opera del Comitato Veltroni. A seguito della nostra dura reazione, è seguita una rettifica di tale Comitato, che annunciava un futuro pronunciamento da parte di Veltroni in persona.
Oggi (NdFM: ieri per chi sta leggendo)sull’Unità leggiamo finalmente il pensiero del sindaco di Roma sui temi in questione, che però accresce le nostre perplessità.

Innanzitutto Veltroni sceglie come destinatari due candidati omosessuali presenti nelle liste, che appoggiano la sua elezione, cioè risponde, come si suol dire, ai suoi.
Pensiamo che tale iniziativa non sia dettata tanto dalla consapevolezza, per altro esatta, che il Mieli, come tutto il movimento omosessuale e transessuale, siano autonomi e distinti dai partiti, ma da una difficoltà oggettiva a comprendere che le istanze provengono dalla società e dai movimenti che in essa vivono e si muovono, ed è ad essi che bisogna rivolgersi.
Scelta carente soprattutto dopo un Pride con un milione di persone in piazza, e anche considerando la polemica ricordata all’inizio.
In definitiva ci sembra si sia voluto evitare su tali temi sia di riconoscere degli interlocutori politici fuori dalla logica partitica, sia di parlare direttamente ai singoli cittadini.
Riscontriamo quindi un chiaro difetto di comunicazione.

Nel merito delle risposte, certamente culturalmente sensibili, queste appaiono come un’analisi sociologica, piuttosto che un programma per un partito nascente.
Inoltre riaffermando solo il richiamo alle poche e scarne parole del programma dell’Unione in merito alle coppie di fatto, Veltroni pare faccia proprio ed estenda al futuro partito l’esito completamente insufficiente di un compromesso passato.
In buona sostanza ci sembra di capire che persino l’esperienza dei Ds sia ormai tramontata, e che la linea vincente sia quella della Margherita, che quel compromesso aveva imposto.
Per il resto tante parole che fanno fatica a risvegliare entusiasmi, anche perché i cittadini omosessuali e transessuali hanno verificato amaramente che di buone intenzioni è lastricato l’inferno.

Invitiamo Veltroni e l’intero partito a capire che o si produce un vero cambiamento di rotta, o rimarranno solo i tre o quattro candidati omosessuali del PD a sperare ancora in esso.

Rossana Praitano
Presidente Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

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permalink | inviato da FireMan il 4/10/2007 alle 9:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
POLITICA
1 luglio 2007
Veltroni, il PD e noi.

Ieri ho finalmente visto il video del discorso di Veltroni dal sito DSOnline.
Avevo già letto e sentito commenti sia sui giornali che su internet - blog, news-site, giornali online - ma volevo comunque ascoltarlo personalmente per farmi una idea a freddo e verificare se tutti i pregiudizi che erano sorti con l'ascolto degli altri fossero giusti o meno.
Premesso che sono stato in entrambi i casi un convinto sostenitore del Veltroni sindaco di Roma - questo blog ha ospitato un suo banner per tutto il periodo pre-elettorale - devo esser sincero: il discorso di ieri non mi ha toccato per nulla, tante chiacchiere ma poca sostanza a vista.

Provo a sintetizzare il tutto - dal mio punto di vista - in poche parole: un continuo alternare di un colpo alla botte ed uno al cerchio... con molti cedimenti verso il populismo ed il conservatorismo travestito da moderatismo... insomma il solito discorso Veltroniano degli ultimi tempi.

Un esempio per tutti: non aver declamato con forza il primato della laicità dello Stato quale caratteristica a cui niente è paragonabile, aver ridimensionato le istanze laiche a "laicismi esasperati" ed aver assicurato i cattolici che potevano continuare a dirsi cattolici prima e cittadini italiani poi.
Ecco, questo ad esempio non l'ho digerito. E cosi diverse altre cose, tipo non affrontare per nulla la questione diritti civili e/o coppie omo se non riducendo il tutto a "persone che si amano e convivono", che non è sbagliato ma è stato una affermazione riduttiva del fatto in se. Eppure ricordo il 2000 quando Veltroni era all'apertura del World Gay Pride, oppure qualche anno dopo in visita all'allora prima edizione del GayVillage.

Alcune altre cose le ho apprezzate, ad esempio la volontà di far politica "per e non contro"...

A questo punto, se le cose continueranno cosi sara forse il caso di chiedersi: e ora?
Mi son già posto una domanda simile qualche settimana fa quando ho scritto del PRIDE, e ora me la pongo di nuovo per il PD: cosa faremo noi GLBT da qui al 14 Ottobre?
Parliamoci chiaro: con l'uscita di Grillini - che gran regalo che ha fatto alla Margherita ed ai DS - restano nel PD solo quelli di GayLeft, rappresentati da Concia e Benedino, insomma nessuno di scomodo e rompicoglioni.
Ed il movimento - tutto intero e magari tutti insieme - cosa pensa di fare? Resterà ad aspettare immobile, come affacciato ad un balcone a guardare il tempo che passa, o proverà a far si che i discorsi del PD divengano più precisi e particolareggiati per poter capire chiaramente cosa ci attende? Studierà iniziative ed azioni per far si che le contraddizioni esistenti vengano alla luce del sole? ancora una volta staremo a vedere.

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