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POLITICA
2 ottobre 2006
Sul mancato giuramento della Palla Corda ovvero gli Stati Generali GLBT

Con Stati Generali s'indica un organo di rappresentanza delle tre classi sociali esistente nello Stato francese prima della Rivoluzione francese del 1789 (États généraux).
Forse la storia c'entra poco con quanto avvenuto Sabato mattina, ma forse no... di certo è mancato il Giuramento della Sala della Pallacorda .
Backgroud su questo blog o sul sito del Mario Mieli per chi si fosse perso l'inizio...

La sala era la principale del Teatro Colosseo di Roma ed era piena per piu di metà. Erano presenti tante associazioni oltre le organizzatrici, alcune anche quasi nuove come i-ken di Napoli, ed ArciGay presente in forze (io ne ho contati circa 16) e con nomi altisonanti: Sergio Lo Giudice - Presidente, Aurelio Mancuso - Segretario, Alessandro Zan - Presidente circolo di Padova e Consigliere Comunale DS; con loro sedeva anche Andrea Benedino, co-portavoce nazionale di GayLeft - Consulta GLBT dei DS. Nota a latere : ArciGay dopo lo scambio epistolare intercorso tra Aurelio Mancuso e Rossana Praitano ha deciso di mandare una delegazione (e che delegazione), partecipando cosi di fatto all'evento, ma di non aderire... mi chiedo che senso aveva tutto ciò ( NdFM : la stessa c...a l'ha fatta Gigi Malaroda da Torino che si presentava come rappresentante del Circolo Maurice e contemporaneamente del Comitato Promtore Torino PRIDE 2006, uno aderiva e uno partecipava... io non ho capito chi aderiva e chi partecipava...vabbè).

Ad ogni modo, dopo gli interventi iniziali di Rossana Praitano ( il 2000 è parso come la primavera dei diritti ma non lo è stato...governo attuale dura 2 anni... la battaglia per i PACS è persa... il lavoro delle associazioni all'interno dei partiti è fallimentare ) e quello letto da Imma Battaglia ( crediamo nell'uguaglianza e nel rispetto... facciamo un passo indietro rispetto ai personalismi... facciamo tutti autocritica... necessità di strategie comuni per raggiungere la dignità... ammettere tutti che i PACS non ci saranno ), quanto è seguito poi per voce di tutte le altre associazioni è stato un continuo e ripetuto "attacco" ad ArciGay per la sua posizione egemonica, per la sua politica appiattita su quella dei DS, per il suo ostracismo nei confronti delle altre associazioni e delle loro iniziative.
Esemplari gli interventi di Porpora Marcasciano del Coordinamento Facciamo Breccia e di Elena Biagini di Azione Gay e Lesbica Firenze che hanno messo in grande evidenza tutti questi comportamenti.

Lo Giudice - partecipante ma non aderente - ha provato a portare le sue ragioni dopo il pietoso intervento della Gramellini, presidente di ArciLesbica. Stendiamo un velo pietoso...

Sostanzialmente, quanto Lo Giudice ha provato a far passare per vittorie sono tutti e soli i " fatti " che tutti i partecipanti avevano fino ad allora portato ad esempio di come il movimento in questi ultimi anni avesse fallito, ad esempio la manifestazione di Gennaio sui PACS a cui si è sovrapposta la manifestazione delle Femministe di Milano per la legge 40, oppure il sovrapporre la manifestazione di Viareggio a quela di Catania sull'antifascismo, la non partecipazione a LAYCA seguita da velenosi comunicati stampa di ArciGay Veneto in cui si paventavano possibili incidenti di piazza... diciamocelo, la difesa era scontata e si è rivelata poco efficace al punto che se non ci fosse stata la clacque Lo Giudice avrebbe avuto alcun applauso... ma non poteva essere diversamente!
Cio che maggiormente lascia perplessi è come davanti a tante voci discordanti - alcune autorevoli, alcune storiche, altre totalmente nuove ma non per questo degne di minor attenzione - ArciGay perseveri nella sua presunzione di essere l'unica associazione in grado di definire rotte e tabelle di marcia per il "movimento GLBT" senza mostrare il minimo interesse verso chiunque non sia allineato con la sua politica...
L'incontro si è chiuso senza risultato evidente. E' emersa la necessità da parte di tutti - eccetto ArciGay - di cercare momenti comuni di riflessione, dialogo, decisione di azioni e vie comuni da seguire. Infine si è detto di cominciare a pensare di organizzare il PRIDE nazionale unitario a Roma invece che il PRIDE (celebrativo? di cosa?) a Bologna.
Staremo a vedere a cosa si arriverà.
Infine, per ulteriori punti di vista vi consiglio di leggere qui e qui...



 



permalink | inviato da il 2/10/2006 alle 14:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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