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POLITICA
5 giugno 2008
Testardamente Sabato 7 Giugno 2008

Testardamente abbiamo combattuto fino alla fine; siamo stati sconfitti dalla cecità di chi non ha compreso la gravità etica e politica di negare una piazza per motivi risibili.
Se c'è una persona sulla cui onestà non ho dubbi questa è Rossana Praitano- Presidente del Circolo Mario Mieli - pertanto non ho il minimo dubbio che le autorizzazioni al PRIDE previsto per Sabato 7 Giugno siano state richieste come affermato ad Aprile ed allora concesse. E fa male leggere parole di sconfitta in un comunicato a firma Praitano.
Detto questo, quanto è accaduto in questa ultima settimana è sconcertante e mi fa incazzare, e non poco!
Si è di fatto revocato un permesso dato ad una manifestazione di valenza anche politica ma fondamentalmente di interesse sociale adducendo motivazioni risibili oltre che pretestuose.

OK, ancora paghiamo lo scotto di avere in casa lo stato estero Città del Vaticano, che non rispetta tutte le persone allo stesso modo - e nello specifico a noi non ci rispetta per nulla - forte, inoltre, di un clima politico decisamente compiacente ed altrettanto omofobo e discriminatorio. Ma ciò che mi preoccupa non è questo.

Quello che più mi preoccupa è il precedente che cosi si sta creando. Da oggi nessuna autorizzazione potrà essere ritenuta definitiva, e quindi si puo affermare che con questo gesto vengono a cadere i principi basilari della democrazia. Alla stregua dei paesi dell'est, ad esempio.

Quanto accade a Roma in questi giorni è un segnale preoccupante e al quale bisognerebbe rispondere in modo massiccio, ma le tante polemiche tra chi partecipa testardamente al PRIDE e chi invece non si sente riconosciuto non lo consentiranno. Inutile dire che la storia da Stonewall in poi vuole che i travestiti siano i primi partecipanti al PRIDE, e che il PRIDE rappresenta tutti e quindi nessuno per cui mai demandare ma partecipare per essere espressione del proprio io.
Cosi come le polemiche tra le associazioni - ArciGay Roma e Digayproject non hanno aderito al documento politico - non fanno mai bene.

Insomma, non ci resta che fare affidamento su di un coinvolgimento della società civile, sperare in una reazione spontanea di tutti coloro che si sentono offesi dai soprusi effettuati da questa classe dirigente e politica e decidano di scendere con noi e di accompagnarci per un po di strada. Perché questa volta voltarsi dall'altra parte significherà più di ogni altra volta essere complici.

Grazie a QueerWay per le immagini.



 

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POLITICA
12 marzo 2008
Candidati con Grillini, candidati per una Roma diversa
Ricevuta dal Mario Mieli:
Candidati con Grillini, candidati per una Roma diversa.

Sei residente a Roma? Vuoi sostenere la candidatura a sindaco di Roma di Franco Grillini? Tranquillo non ti chiederemo denaro, ma una partecipazione come candidato al Consiglio Comunale nella lista civica Grillini Sindaco Laicità.

Cosa occorre?
Oltre alla residenza a Roma una fotocopia del documento di identità, e devi presentarti, oggi (mercoledì) e domani, tra le 17 e le 19.30 presso la Federazione socialista romana, in Via Napoleone III, 6 (campanello Socialisti Democratici Italiani). Basterà una firma, per sostenere che Roma non è quella che vorrebbero imporci i Rutelli e gli Alemanno.
Per maggiori informazioni scrivici a Segreteria.Grillini indicandoci il tuo numero di telefono.
Ti contatteremo immediatamente.
Franco Grillini

Posted by Fabio also on GayToday



 

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POLITICA
16 novembre 2007
Ancora su Bologna 11-11-2007 - Il PRIDE
pride-2007-castro-rainbow-flagNon ne faccio un segreto, io sono uno dei pochi che propende per avere un PRIDE nazionale esclusivamente a Roma, pur riconoscendo la necessità di momenti di visibilità sparsi ovunque sul territorio, ma di questi ultimi ritengo se ne possano/debbano far carico le realtà locali, magari con l'aiuto di qualche circolo più grande e conosciuto, che non sia necessariamente ArciGay.

Il PRIDE nazionale è per me qualcosa di diverso, più grande, è un momento di festa con una grossa valenza politica e pertanto ha senso solo farlo a Roma, capitale e sede della politica. Un po come accade in tutte le altre nazioni Europee dove ogni città ha il suo PRIDE ma c'è un solo PRIDE nazionale, come ad esempio Madrid e Barcellona. Inoltre sebbene le esperienze di Milano, Bari e poi Torino vengano considerate positive, i numeri del PRIDE del 2000 e di quest'ultimo del 2007 sono la dimostrazione che è qui a Roma che si ha la massa.

Gli Stati Generali ci sono stati anche quest'anno ed è stata solo fuffa che ha saputo produrre semplicemente uno scarno comunicato.
Lo scorso anno le cose furono diverse.
Dal momento che non son riuscito a trovare alcun resoconto dettagliato dell'incontro, mi accontento di questo Editoriale, se non altro perchè descrive un po l'atmosfera della giornata e da una idea - un po sommaria - di come si son svolte le cose. Certo mancano moltissimi dettagli, ad esempio vorrei sapere cosa hanno detto associazioni tipo Articolo3, ma non si sa...

Rifletto quindi su quanto leggo. Ho ritenuto errato l'accordo fatto lo scorso Gennaio in cui si decise per fare il PRIDE 2008 a Bologna, e ritengo ancora di più un errore il non aver rimesso in discussione questa decisione alla luce degli accadimenti avvenuti da Maggio 2007 ad oggi.
C'è stato il Family Day, trasformato poi da manifestazione estemporanea ad evento stabile, coi suoi numeri (per gli organizzatori = cifre della questura moltiplicate per 4), col suo impatto mediatico, che ha portato il segretario del primo partito della sinistra (per fortuna ora Ex-segretario... ma non è che siamo poi andati tanto meglio!) a dichiarare che bisogna parlare con queste persone; poi il PRIDE 2007 con cifre della questura superiori ma impatto mediatico nullo, per non parlare della risposta politica.
Già, la risposta della politica: il silenzio assoluto di tutti i rappresentanti politici della sinistra (Ex e non), mentre personaggi influenti ed in odore di carriera tacciono per farci capire successivamente con questo comportamento scorretto quanto contiamo.

E allora, a fronte di queste contingenze perché i patti si devono rispettare?
ArciGay da sola riesce ad influenzare un intero movimento pur di non rinunciare al ruolo che da sola si è data di prima associazione GLBT italiana. Ruolo conquistato con tutte le tessere vendute nelle saune, nelle discoteche, nei bar (soprattutto di rimorchio) si vende quale prima associazione GLBT. Ma i numeri che presi cosi come sono non significano nulla. E' sicuramente vero che le tessere di ArciGay sono tante - soprattutto da quando è scomparsa la tessera UNO, quella del circuito ricreativo - ma oggi tutti i possessori di tessera per andare a "divertirsi" sono equiparati e quindi contati come attivisti. E questo non è da dimenticare. E quindi continuiamo a far contenti i signori di ArciGay? A pro di cosa? Di una politica giocata tutta al ribasso, una politica da compromesso da oratorio che altro non ha portato che una situazione di stagnazione.
Credo invece sia una scelta saggia la costituzione di un Cartello di associazioni che lavorino con continuità alla preparazione del PRIDE e spero che nell'incontro previsto a Napoli le cose cambino, che si riesca a fare una discussione basata su fatti concreti e si riesca a scrivere queste benedette regole per i futuri PRIDE.

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permalink | inviato da FireMan il 16/11/2007 alle 12:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
12 novembre 2007
Bologna, 11 - 11- 2007
pride-2007-castro-rainbow-flagIeri, Domenica 11 novembre 2007, si è tenuto a Bologna l'incontro di tutte le associazioni GLBT, un pò come gli Stati Generali tenutisi a Roma a Settembre 2006.
Contrariamente a quella volta, questa sessione non è stata preceduta da alcuno scambio di mail ne dalla "pubblicazione" di un ordine del giorno. A dire il vero, io l'ho scoperto per caso qualche settimana fa.
Oggi leggo sul blog di Mancuso (ArciGay) e sul sito del Mario Mieli il comunicato redatto - immagino - insieme dopo la chiusura della riunione: fuffa! La solita, inutile fuffa.
L'unica cosa venuta fuori sembra essere la conferma ce il prossimo PRIDE si farà a Bologna, come precedentemente concordato.

Un altra occasione sprecata.

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vita familiare
9 ottobre 2007
Busy
Ehm, non è che non abbia nulla da scrivere, ne tantomeno mi son stancato.
Ad esempio ci sarebbe da dire del PD (cosi tanto per non distrarci), della iniziativa di GayToday "Chiediamoglielo" (anche se nel frattempo vi consiglio di leggere L'elfo, ripubblicato sul sito del Mieli)...
Il fatto è che CasaFireMan è invasa, non dai marziani, ma dalla Mamma e dal Babbo e cosi il tempo libero diventa praticamente pari a zero...
A presto...


 
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Se comprendiamo che due uomini o due donne si possono amare; se accettiamo che possono avere tra loro un rapporto giuridico, se riteniamo inoltre che tale rapporto può comportare l’adozione, perché non dovremmo chiamare un simile rapporto matrimonio?

Josè Luis Rodriguez Zapatero

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