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LAVORO
30 aprile 2007
Orgoglio - Fase Napoletana
Il 20 Febbraio pubblicavo il mio CV.
Un moto di orgoglio, una mattina delle tante spese a sfogliare inserzioni di lavoro sul web, nei tantissimi siti di ricerca di personale specializzato con cui ho arricchito i miei bookmarks.
Rileggendolo provo ancora lo stesso orgoglio, quello che è proprio di chi sa che quel che ha fatto lo ha fatto da solo e deve tutto a se stesso.
Da qualche giorno rifletto su cosa quel CV possa significare ad altri che non conoscendomi si trovino a leggerlo ed interpretarlo.
Fondamentalmente possiamo dividere la mia esperienza lavorativa in 2 fasi:
  • fase Napoletana,
  • fase Romana.
La fase Napoletana è la fase di avvio al mondo professionale, concisa per tutti i suoi 10 anni con Selfin S.p.A., quando ancora si hanno i sogni di un fresco laureato e si immagina il proprio futuro pieno di fatica e soddisfazioni. Accettai l'impiego in Selfin anche se non era propriamente ciò che si diceva un lavoro da informatico. Entrai nella divisione Editoria Elettronica e mi occupavo di Localizzazione ossia quel processo di conversione alla fine del quale i software parlano in lingua nazionale e sono corredati da pubblicazioni - manuali ed help - in lingua nazionale.
Cliente unico di Selfin era IBM Italia. Per esser più precisi, Selfin - nata da IBM Italia e FiMe - aveva rilevato la divisione di IBM Italia che lavorava a stretto contatto con tutti i laboratori di sviluppo software di IBM Italia sparsi per il pianeta e gestiva la traduzione in lingua italiana dei software sviluppati.
L'attività era strutturata in modo tale che il lavoro aveva 2 committenti diversi, IBM Italia per la parte cartacea ed il laboratorio di sviluppo per la parte compresa nel software, ma di questi chi decideva cosa localizzare e cosa no - salvo i software mandatory - era IBM Italia anche quando a pagare non era lei.
Questo modo di IBM Italia di gestire la localizzazione mi metteva quindi nella posizione di essere semplice fornitore nei confronti di IBM Italia ma anche fornitore rappresentativo di IBM Italia (avevo un badge IBM Italia valido a tutti gli effetti) nei confronti dei laboratori.
Mi scontravo quindi con due diverse culture economiche, due diversissimi modi di intendere il business del software e della localizzazione.
Per IBM Italia era uno spreco di danaro dato che i suoi uomini partivano dal presupposto che
  1. i manuali non li leggeva nessuno
  2. un tecnico capisce i messaggi provenienti dal sofwtare anche se son scritti in inglese.
Mai idea , frutto di menti non abituate a confrontarsi direttamente con i reali utilizzatori dei prodotti, era piu sbagliata.
I laboratori invece vedevano la localizzazione come un arma in piu per favorire la diffusione sul mercato del prodotto, avevano un badget stanziato ad hoc ed un NLS (National Language Support) team che lavorava a questo.
In questa fase della mia crescita professionale ho occupato due diverse posizioni: il Technical Coordinator ed il Project Manager.
  1. Technical Coordinator (nell'area dei sistemi AIX):
    1. risoluzione dei problemi tecnici relativi al progetto affidatomi dal Project Manager ed in stretto contatto con il laboratorio di sviluppo,
    2. gestione del team di lavoro insieme al Project Manager: dimensionamento e suddivisione di compiti e quantità di lavoro, tempistica, test di qualità,
    3. test, spesso in loco, del prodotto finito;
  2. Project Manager (nell'area dei sistemi AIX ed Internet):
    1. referente per i Technical Coordinator per la gestione dei team di lavoro coinvolti nei vari progetti di conversione,
    2. referente economico, verso IBM Italia e/o verso il laboratorio, della commessa legata al progetto di conversione.
Ho viaggiato parecchio, anche se non in modo eccessivo come tanti altri colleghi di allora. Ho avuto occasione di lavorare presso i laboratori di Dublino, Parigi, Vienna, Stoccarda, Copenhagen, per quanto relativo l'Europa, ed ad Austin in Texas. Significative sono state le due esperienze vissute ad Austin, in Texas, sia per la durata (3 mesi + 3 mesi) che per il fatto di essermi trovato a lavorare in team composti dai rappresentanti di 14 nazioni di tutto il mondo, comprese alcune nazioni orientali.
Delle due, la seconda è stata la più soddisfacente anche perché, essendo tra gli “anziani” del gruppo, ero – insieme al collega tedesco e a quello giapponese – punto di riferimento per tutti gli altri 25 componenti del team per questioni inerenti il lavoro, ma anche per qualsiasi necessità essi avessero al di fuori del laboratorio, anche - ma non solo - per questo motivo il mio arrivo ad Austin ha preceduto di 1 mese quello di tutti gli altri.
Pertanto mi trovavo a lavorare in ambienti multinazionali a stretto contatto con lingue, culture, abitudini diverse dalla mia.
Lingua “ufficiale” per tutti in quelle situazioni era l’inglese.
Ho cosi sviluppato una buona capacità di adattamento e di confronto con persone di diversa cultura, preparazione tecnica e responsabilità, imparando ad assumermi il ruolo e le responsabilità che di volta in volta venivano richiesti. Ho sviluppato pertanto dimestichezza a trattare, pianificare e concordare azioni e procedure per arrivare alla realizzazione di un progetto nel rispetto dei tempi e dei costi previsti.

Dopo 7 anni, avendo ricoperto tutti i possibili incarichi in quel settore, sebbene la localizzazione fosse una attività che mi piaceva e mi dava soddisfazione, ho deciso però di cambiare attività e di passare ad un settore più tecnico.
Ho pertanto lavorato - sempre come dipendente Selfin - con EDS quale Responsabile del gruppo di supporto all’utenza presso il Provveditorato agli Studi di Napoli per il Sistema Informativo del Ministero della Pubblica Istruzione. EDS aveva in quell'anno vinto per la prima volta la gara per la gestione del sistema informativo del MIUR. Sono poi passato ad occuparmi di nuove installazioni in qualità di Responsabile del coordinamento delle attività di installazione delle nuove infrastrutture per i nuovi Siti presso i Provveditorati agli Studi di Caserta, Salerno, Avellino e Benevento. Ho cosi cominciato ad interfacciarmi con la realtà lavorativa puramente italiana, esperienza che ho poi maturato in seguito, nella fase Romana.


 
POLITICA
30 aprile 2007
Coraggio laico
Il 12 maggio in Piazza Navona ci sarà il "coraggio laico"

Il 12 maggio, a San Giovanni, per il Family Day "manifesterà la controriforma", a Piazza Navona, con la Rnp, ci sarà "la riforma".


 

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POLITICA
30 aprile 2007
Laicità e Familes Night

1 milione di milione di turchi sono scesi in piazza a Istanbul per sostenere il principio di laicità dello Stato e per manifestare contro la candidatura di Abdullah Gul. "Né Sharia, né golpe, vogliamo la democrazia". "Non vogliamo nessuno dell'Akp alla presidenza". Sono questi gli slogan gridati dai manifestanti in piazza Clagayan a Istanbul.

Accadeva ieri ad Istambul.

Oggi, da noi accade che a fronte della campagna denigratoria ed intromissiva del Vaticano, sulla rete si diffonde ancora una volta una iniziativa di molti blogger decisi a non lasciar passare inosservato ciò che stampa e politici fanno finta di non vedere:
non esiste più la famiglia bensì esistonoì le famiglie.

I Bloggers ancora una volta uniti in difesa dei diritti delle minoranze e della laicità dello Stato.
Accendi, con una candela, la speranza di veder riconosciuti i diritti di tutte le famiglie, di tutte le forme di amore.

Sabato 12 maggio parte del mondo cattolico si riunirà a Roma per il “Family Day”. Una manifestazione, nata chiaramente come risposta alla proposta governativa dei Dico, che vuole promuovere un unico modello di famiglia: quello descritto nel manifesto della CEI.

Il “Family Day” è figlio dei “Non possumus”, di una concezione atavica di famiglia che non comprende le famiglie di fatto, e cioè le coppie non coniugate che convivono stabilmente, con o senza prole, od anche i nuclei familiari composti da coppie omosessuali o costituiti dal singolo genitore e dai figli riconosciuti.

Noi crediamo che anche a queste altre famiglie vadano riconosciuti i diritti già acquisiti nella stragrande maggioranza dei paesi europei, nel rispetto soprattutto del sentimento che caratterizza più di tutti queste unioni: e cioè l’amore.

Per questo lanciamo, con la forza del dialogo e del “Possumus", il “Families Night”.La notte che precede il 12 maggio, l’11 maggio alle ore 21,30, accendiamo una candela nelle finestre delle nostre case, accendiamo la speranza dei diritti per tutte le famiglie, illuminiamo la notte dall’oscurantismo di chi si ostina a non volere considerare uguali tutte le forme di amore.
Tutte le informazioni e gli aggiornamenti sull'iniziativa, cosi come i vari aderenti, li troverete cliccando sull'immagine.



 



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POLITICA
24 aprile 2007
Che palle!
Il Vaticano: "L'aborto è una forma di terrorismo"

Lo pensano anche all'estero: e che palle!


 

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POLITICA
24 aprile 2007
Bye, bye, Angius
E dopo Mussi, ora anche Angius.

 

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Citazione dotta:

Se comprendiamo che due uomini o due donne si possono amare; se accettiamo che possono avere tra loro un rapporto giuridico, se riteniamo inoltre che tale rapporto può comportare l’adozione, perché non dovremmo chiamare un simile rapporto matrimonio?

Josè Luis Rodriguez Zapatero

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