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Eluana Englaro: i silenzi che mancano

Sul caso di Eluana Englaro oggi tutti hanno qualcosa da dire, ovviamente.

Mai che qualcuno decidesse di tacere, anche solo per pudore rispetto ad una cosa che è più grande di tuti noi.
Già, perché qui si parla di un padre che vuole lasciar la figlia libera di morire, e non so se ci rendiamo conto di cosa vuol dire per un padre prendere una simile decisione.

Tra le tante cose che ho letto, molte sono a mio avviso cazzate clericali dovute solo al forte potere di lobbying del vaticano che è riuscito ad infiltrare tra i parlamentari eletti personaggi che privilegiano le leggi dello stato del vaticano rispetto a quelle della Repubblica Italiana.

Fortunatamente qualcosa di saggio ancora si legge.

Su Liberazione ad esempio, c'è una intervista a Chiara Lalli di cui vi riporto l'inizio perché non posso linkarlo, ma che vi esorto a legere per intero:

Dopo il voto di ieri alla Camera che ha stabilito la non compatibilità della Corte d'Appello di Milano di autorizzare l'interruzione della nutrizione di Eluana Englaro, Chiara Lalli, docente di bioetica a La Sapienza di Roma, è netta: «Ancora una volta la politica ha la presunzione di decidere arbitrariamente della vita delle persone, dell'esistenza dei cittadini». «Ma - specifica poi la bioeticista - questo voto nulla toglie alla valenza di quella sentenza: tecnicamente non c'è ancora nessuno ostacolo».
Se poi volete, se non siete ancora sufficientemente disgustati dal comportamento del PD potete leggere le ipocrisie di Luciano Violante e lo sprezzante giudizio di Miriam Mafai.

Pubblicato il 1/8/2008 alle 11.50 nella rubrica Diario.

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